Cosa rende una marca davvare speciale? Quali sono i fattori che portano i consumatori a considerare un brand un lovebrand? Se lo sono chiesti l'agenzia Superbrands, Astarea e Demoskopea valutando con un'indagine come 500 consumatori percepiscono 22 tra le 250 maggiori marche presenti sul mercato italiano.
Cinque sono i fattori risultati determinanti:
FIDUCIA: godere della fiducia significa avere dei consumatori disposti a consigliare il tuo nome ai propri amici e conoscenti
LEADERSHIP: significa avere la capacità di diventare ed essere un punto di riferimento in una determinata categoria merceologica
DIALOGO: i consumatori premiano le marche collaborative diceva Kotler e questa indagine conferma l'efficacia di un attegiamento social
CSR: i consumatori forse non sono ancora pronti a premiare al 100% le politiche di csr delle aziende ma se percepiscono strategie atte a migliorare la propria qualità di vita la marca acquista subito punti di appprezzamento rispetto ai competitors
DINAMISMO: più che la quantità dei nuovi prodotti immessi sul mercato, ciò che vince agli occhi dei consumatori è la qualità di questi o meglio la capacità di un brand di anticipare e scovare bisogni latenti.
Michele
Fonte: EventReport
venerdì 26 giugno 2015
martedì 19 maggio 2015
Cosí parló Philip Kotler
Venerdi ho avuto la grande fortuna di assistere ad una vera e propria lezione sul Marketing 3.0 del Maestro Philp Kotler grazie al quale oggi faccio il lavoro che amo.
Di seguio vi riporto i passaggi secondo me piú significativi.
Buona lettura
Michele
"KOTLER:
Dobbiamo passare da un marketing tradizionale verso quello digitale. Questo vuol dire elimimare la Tv ma integrarlo.
C'é una nuova iper competitivitá. Se fai un prodotto te lo copiano sicuro. Un prodotto resta unico per sempre meno tempo. Bisogna costruire storie dietro ai prodotti perché quelle si copiamo meno facilmente.
I consumatori possono cambiare le loro scelte e sempre piú si informeranno se un'azienda é buona al di la dei prodotti (responsabilità sociale). Sono sempre piú competenti, possono sapere tutto di voi.
Fatti queste domande:
sei bravo a trovare nuove opportunitá?
Utilizzi ricerche di mercato e dati analitici sul mercato?
Avete innovato qualcosa?
Pensate che il brand sia capito e percepito bene?
La forza commerciale é gestita bene, in modo efficiente?
State gestendo i canali di distribuzione in modo efficace?
La vostra strategia marketing funziona?
Siete organizzati bene tra le diverse funzioni?
Avete un buon piano di responsabilità sociale?
Ci sono opportunità in mercati maturi? Si . Strabucks ha cambiato il modello, Zara ha cambiato il modello...
Stiamo attenti alla sharing economy. Perché ognuno di noi deve avere un tagliaerba quando puó prenderlo dal vicino...
Il marketing serve per organizzare al meglio le vendite.La forza vendita non puó essere efficaci se non hanno informazioni sui clienti e ci vuole qualcuno che gli orienti.
Se non avete fan ma avete solo persone che comprano i vostri prodotti allora non andrete molto avanti.
Il marketing crea consapevolezza nei consumatori. Se conoscono il nostro brand possiamo creare preferenza per noi, guidare le loro scelte.
Focus del marketing :
2010-2015 value and values oreintation
2015-2020 co-creation and crowdsourcing (fidelizzare i clienti, creare una comunità)
2020-2030 corporale social responsability
Cosa determina la qualitá marketing in azienda? Il Ceo! In base a quanto crede nel marketing e lo ascolta. Questi sono quattro tipi diversi di CEO:
1P Ceo (associa il marketing alla mera promozione/pubblicità)
4P Ceo (valuta tutti gli aspetti del marketing mix)
STP ceo (si chiede davvero chi sono i segmenti di target)
ME CEO (marketing is everything)
Tutte le più grandi aziende al mondo sono guidate da ME CEO. "
Di seguio vi riporto i passaggi secondo me piú significativi.
Buona lettura
Michele
"KOTLER:
Dobbiamo passare da un marketing tradizionale verso quello digitale. Questo vuol dire elimimare la Tv ma integrarlo.
C'é una nuova iper competitivitá. Se fai un prodotto te lo copiano sicuro. Un prodotto resta unico per sempre meno tempo. Bisogna costruire storie dietro ai prodotti perché quelle si copiamo meno facilmente.
I consumatori possono cambiare le loro scelte e sempre piú si informeranno se un'azienda é buona al di la dei prodotti (responsabilità sociale). Sono sempre piú competenti, possono sapere tutto di voi.
Fatti queste domande:
sei bravo a trovare nuove opportunitá?
Utilizzi ricerche di mercato e dati analitici sul mercato?
Avete innovato qualcosa?
Pensate che il brand sia capito e percepito bene?
La forza commerciale é gestita bene, in modo efficiente?
State gestendo i canali di distribuzione in modo efficace?
La vostra strategia marketing funziona?
Siete organizzati bene tra le diverse funzioni?
Avete un buon piano di responsabilità sociale?
Ci sono opportunità in mercati maturi? Si . Strabucks ha cambiato il modello, Zara ha cambiato il modello...
Stiamo attenti alla sharing economy. Perché ognuno di noi deve avere un tagliaerba quando puó prenderlo dal vicino...
Il marketing serve per organizzare al meglio le vendite.La forza vendita non puó essere efficaci se non hanno informazioni sui clienti e ci vuole qualcuno che gli orienti.
Se non avete fan ma avete solo persone che comprano i vostri prodotti allora non andrete molto avanti.
Il marketing crea consapevolezza nei consumatori. Se conoscono il nostro brand possiamo creare preferenza per noi, guidare le loro scelte.
Focus del marketing :
2010-2015 value and values oreintation
2015-2020 co-creation and crowdsourcing (fidelizzare i clienti, creare una comunità)
2020-2030 corporale social responsability
Cosa determina la qualitá marketing in azienda? Il Ceo! In base a quanto crede nel marketing e lo ascolta. Questi sono quattro tipi diversi di CEO:
1P Ceo (associa il marketing alla mera promozione/pubblicità)
4P Ceo (valuta tutti gli aspetti del marketing mix)
STP ceo (si chiede davvero chi sono i segmenti di target)
ME CEO (marketing is everything)
Tutte le più grandi aziende al mondo sono guidate da ME CEO. "
mercoledì 25 marzo 2015
10 COSE CHE HO IMPARATO SUL CONTENT MARKETING
Oggi voglio raccontarvi in modo breve ma efficace (spero) 10 cose che ho capito su come impostare una strategia efficace di content marketing.
1) Individuare il target e se necessario scomporlo in nicchie
2) Selezionare gli argomenti di interesse di ogni singola nicchia di target
3) Capire quale linguaggio utilizzano sui social (#hahstag) e nei motori di ricerca (keywords)
4) Calcolare bene le distanze tra ciò che tu vuoi (devi) comunicare e ciò che interessa al target
5) Analizzare come il tuo target conversa rispetto ai temi selezionati indipendentemente dalle relazioni instaurate con il tuo brand o i competitors
6) Chiedersi sempre se i contenuti creati sono realmente diversi da quelli già a disposizione degli utenti-target
7) Monitorare i tempi e le modalità di reazione del target con i contenuti proposti
8) Organizzare i contenuti in un piano editoriale
9) Prestare attenzione ai "format" con cui vengono diffusi i contenuti
10) Fare in modo che ogni canale abbia una propria strategia di content marketing perfettamente integrata ed ordinata con gli altri mezzi a disposizione
Michele
1) Individuare il target e se necessario scomporlo in nicchie
2) Selezionare gli argomenti di interesse di ogni singola nicchia di target
3) Capire quale linguaggio utilizzano sui social (#hahstag) e nei motori di ricerca (keywords)
4) Calcolare bene le distanze tra ciò che tu vuoi (devi) comunicare e ciò che interessa al target
5) Analizzare come il tuo target conversa rispetto ai temi selezionati indipendentemente dalle relazioni instaurate con il tuo brand o i competitors
6) Chiedersi sempre se i contenuti creati sono realmente diversi da quelli già a disposizione degli utenti-target
7) Monitorare i tempi e le modalità di reazione del target con i contenuti proposti
8) Organizzare i contenuti in un piano editoriale
9) Prestare attenzione ai "format" con cui vengono diffusi i contenuti
10) Fare in modo che ogni canale abbia una propria strategia di content marketing perfettamente integrata ed ordinata con gli altri mezzi a disposizione
Michele
giovedì 26 febbraio 2015
PARLANDO DI CRISIS MANAGEMENT 2.0
Oggi pomeriggio ho avuto l'onore di rappresentare Assorel gestendo un workshop dedicato al "Crisis Management 2.0" durante il Global Summit Marketing & Digital.
Devo dire che in una manifestazione già così ricca di spunti e contenuti interessanti mi ha davvero sorpreso vedere la sala piena di persone deiderose di capire "se e come" sia possibile sfuggire, gestire o risollevarsi da una crisi di immagine iniziata sui social media. Questa partecipazione così numerosa mi ha stupito ma è stato uno stupore piacevole poichè troppe volte le Relazioni Pubbliche vengono considerate come roba vecchia e in quanto tale non compatibile con le dinamiche del web 2.0. Io invece sostengo da anni il contrario e il social caring è proprio uno di quei punti di contatto in cui gli skills maturati in ambito PR possono rilevarsi vitali per scongiurare la trasformazione di un singolo commento negativo in una vera e propria crisi.
Quindi, grazie di cuore a tutti coloro che hanno scelto di partecipare al mio workshop e se volete sapere cosa vi siete persi segnatevi queste canzoni su un foglio e tenetele a fianco del vostro computer, vi serviranno :-)
- Open your eyes
- What's going on
- Who said?
- Don't go with the flow
- Repeat till overload
- Think Twice
- Shut your mouth
- Can't stop
- Brand new day
Devo dire che in una manifestazione già così ricca di spunti e contenuti interessanti mi ha davvero sorpreso vedere la sala piena di persone deiderose di capire "se e come" sia possibile sfuggire, gestire o risollevarsi da una crisi di immagine iniziata sui social media. Questa partecipazione così numerosa mi ha stupito ma è stato uno stupore piacevole poichè troppe volte le Relazioni Pubbliche vengono considerate come roba vecchia e in quanto tale non compatibile con le dinamiche del web 2.0. Io invece sostengo da anni il contrario e il social caring è proprio uno di quei punti di contatto in cui gli skills maturati in ambito PR possono rilevarsi vitali per scongiurare la trasformazione di un singolo commento negativo in una vera e propria crisi.
Quindi, grazie di cuore a tutti coloro che hanno scelto di partecipare al mio workshop e se volete sapere cosa vi siete persi segnatevi queste canzoni su un foglio e tenetele a fianco del vostro computer, vi serviranno :-)
- Open your eyes
- What's going on
- Who said?
- Don't go with the flow
- Repeat till overload
- Think Twice
- Shut your mouth
- Can't stop
- Brand new day
martedì 3 febbraio 2015
LA MIGLIOR CAMPAGNA DURANTE IL SUPERBOWL 2015
Come ogni anno gli occhi di mezzo mondo sono stati puntati nei giorni scorsi sul SuperBowl. E come ogni anno c'è una campagna che per distacco supera tutte le altre con quasi 2 MIL di visualizzazioni in pochi giorni ed un hashtag costantemente piazzato nei trending topics di Twitter in USA.
Si tratta di #likeagirl, una pubblicità, creata dal brand Always di prodotti per l’igiene femminile, che critica il concetto per cui “Correre come una ragazza” o “Lanciare come una ragazza” significa atteggiarsi in modo stupido, o essere deboli o inefficaci.
Molte volte si parla di storytelling e di capacità di raccontare il proprio brand attraverso storie che ci emozionano e nelle quali possiamo identificarci. Ebbene in questo spot, dove il brand compare solo negli ultimi secondi e dei prodotti non c'è nemmeno una traccia, potete trovare un esempio concreto di cosa significhi fare davvero comunicazione.
Michele
Si tratta di #likeagirl, una pubblicità, creata dal brand Always di prodotti per l’igiene femminile, che critica il concetto per cui “Correre come una ragazza” o “Lanciare come una ragazza” significa atteggiarsi in modo stupido, o essere deboli o inefficaci.
Molte volte si parla di storytelling e di capacità di raccontare il proprio brand attraverso storie che ci emozionano e nelle quali possiamo identificarci. Ebbene in questo spot, dove il brand compare solo negli ultimi secondi e dei prodotti non c'è nemmeno una traccia, potete trovare un esempio concreto di cosa significhi fare davvero comunicazione.
Michele
venerdì 7 novembre 2014
QUANDO IL COMMUNITY MANAGER NON LEGGE I GIORNALI
Solitamente su questo blog mi piace premiare ed elogiare le migliori strategie e campagne di marketing e comunicazione. Oggi però dopo aver notato in poche settimane due grossolani errori di social media marketing da parte di brand insospettabili per blasone e professionalità, non posso non postarvi queste due immagini.
Cosa sono? Sono due post pubblicati recentemente da Nivea e Vanish nelle rispettive pagine Facebook. Apparentemente non contengono errori di forma o contenuto ma ciò che secondo me è particolarmente grave (considerando l'importanza dei brand in questione) è l'aver completamente sbagliato i tempi di pubblicazione di questi contenuti.
Il post Nivea tutto cosparso di piume è stato pubblicato ieri, a pochi giorni di distanza dal caos creato dalla vicenda Monclair Vs Oche. Quello di Vanish invece è stato addirittura sponsorizzato nel bel mezzo delle tragiche alluvioni che si sono abbattute in Liguria.
Ora, mi chiedo: chi gestisce queste pagine leggi i giornali, guarda i tg, frequenta twitter?
Ok che il real time marketing va di moda, ok che nelle aziende e nelle agenzie si lavora sempre di corsa, ma forse con un pò di attenzione e buon senso si eviterebbero certe uscite "poco fotunate" che appannano le efficaci strategie di branding che da sempre caratterizzano Nivea e Vanish.
Scusate lo sfogo,
Michele
Cosa sono? Sono due post pubblicati recentemente da Nivea e Vanish nelle rispettive pagine Facebook. Apparentemente non contengono errori di forma o contenuto ma ciò che secondo me è particolarmente grave (considerando l'importanza dei brand in questione) è l'aver completamente sbagliato i tempi di pubblicazione di questi contenuti.
Il post Nivea tutto cosparso di piume è stato pubblicato ieri, a pochi giorni di distanza dal caos creato dalla vicenda Monclair Vs Oche. Quello di Vanish invece è stato addirittura sponsorizzato nel bel mezzo delle tragiche alluvioni che si sono abbattute in Liguria.
Ora, mi chiedo: chi gestisce queste pagine leggi i giornali, guarda i tg, frequenta twitter?
Ok che il real time marketing va di moda, ok che nelle aziende e nelle agenzie si lavora sempre di corsa, ma forse con un pò di attenzione e buon senso si eviterebbero certe uscite "poco fotunate" che appannano le efficaci strategie di branding che da sempre caratterizzano Nivea e Vanish.
Scusate lo sfogo,
Michele
venerdì 3 ottobre 2014
LA FORZA DELLA COMUNICAZIONE IN REAL TIME
Dopo gli storici casi del Superbowl di qualche anno fa o delle più recenti campagne capaci di viralizzare il proprio brand ironizzando sul morso di Suarez durante gli ultimi mondiali di calcio.. torna di prepotenza la tecnica del marketing in real time.
E' il caso Kit-Kat che ha saputo sfruttare con grande astuzia tutta l'attenzione mediatica che si è creata in queste settimane attorno al nuovo iPhone6.
Guardate qua che tweet meraviglioso! 28.000 retweet!|!!
Michele
E' il caso Kit-Kat che ha saputo sfruttare con grande astuzia tutta l'attenzione mediatica che si è creata in queste settimane attorno al nuovo iPhone6.
Guardate qua che tweet meraviglioso! 28.000 retweet!|!!
Michele
Nell’ultima
settimana, l’argomento principale dei social network è il neonato
iPhone 6 Plus, spesso solo 7,1 mm, talmente sottile che si piega se
tenuto nella tasca anteriore dei pantaloni.
Tantissimi utenti hanno fatto circolare video, immagini e commenti sulla
“cattiva innovazione” del prodotto e tantissime aziende hanno preso a
“sfottere” Apple. Kit Kat in testa, con il suo “we don’t bend, we
#break”. Quasi 28.000 i retweet. - See more at:
http://www.foodweb.it/2014/10/kit-kat-sfotte-apple-si-spezza-non-si-piega/#sthash.3FdHG1Yb.dpuf
martedì 16 settembre 2014
SI PUO' COMUNICARE IN TUTTA EUROPA CON LA STESSA LINGUA?
Molte volte mi chiedo quanto se sia realmente possibile ed efficace sviluppare delle campagne rivolte a più Paesi e popolazioni diverse utilizzando lo stesso linguaggio. La risposta arriva da questa bellissima campagna di ambient marketing commissionata dalle ferrovie francesi a Tbwa Paris in cui il famoso concetto di "glocalizzazione" è rappresentato in tutta la sua potenza. L'agenzia infatti è riuscita ad utilizzare il medesimo codice comunicativo in più città europee valorizzando allo stesso tempo le caratteristiche socio-culturali delle stesse. Un esperimento davvero interessante.
Michele
Michele
venerdì 29 agosto 2014
RIFLESSIONI SUL RAPPORTO BLOG-AZIENDE
Dal 12 al 14 settembre si svolgerà a Rimini la nona edizione della
BLOGFEST, il primo e unico punto d’incontro che unisce tutto ciò che
gravita attorno ai social network, ai blog e alle community web. Tre
giorni nel corso dei quali gli utenti dialogano, creano e condividono,
sia che utilizzino la rete per diletto che per lavoro. Le sei aree di interesse di questa edizione sono: ECONOMY, FASHION&BEAUTY, FOOD, KIDS e MEDIA.
Da diversi anni ho la fortuna di osservare questo mondo sia come blogger che come digital pr e devo dire che la crescita complessiva di questo movimento mi fa davvero piacere. Ovviamente non si può certo dire che in questo percorso di sviluppo sia tutto rosa e fiori. Purtroppo esistono dei blogger ancora poco consapevoli del proprio ruolo e dall'altro lato esistono ancora molte aziende che pretendono di impostare una relazione uni-direzionale con i blogger convnite che sia possibile "comprare un'opinione". Tuttavia chi cura oggi le relazioni pubbliche di un'azienda o brand sa bene che i blogger rappresentano a tutti gli effetti una nuova categoria di stakeholder e che come tale va capita e valorizzata nel modo giusto. L'opinione di un blogger rispetto ad un qualsiasi argomento è proprio quella che i suoi lettori aspettano e cercano ed è la cosa che differenzia il blog da un qualsiasi portale di informazione. Pretendere di scavalcare o condizionare questa libertà di pensiero si traduce in collaborazioni complicate, richieste eccessive di retribuzione e quel che è peggio post asettici dal bassisimo livello di coinvolgimento e di interattività.
Michele
Da diversi anni ho la fortuna di osservare questo mondo sia come blogger che come digital pr e devo dire che la crescita complessiva di questo movimento mi fa davvero piacere. Ovviamente non si può certo dire che in questo percorso di sviluppo sia tutto rosa e fiori. Purtroppo esistono dei blogger ancora poco consapevoli del proprio ruolo e dall'altro lato esistono ancora molte aziende che pretendono di impostare una relazione uni-direzionale con i blogger convnite che sia possibile "comprare un'opinione". Tuttavia chi cura oggi le relazioni pubbliche di un'azienda o brand sa bene che i blogger rappresentano a tutti gli effetti una nuova categoria di stakeholder e che come tale va capita e valorizzata nel modo giusto. L'opinione di un blogger rispetto ad un qualsiasi argomento è proprio quella che i suoi lettori aspettano e cercano ed è la cosa che differenzia il blog da un qualsiasi portale di informazione. Pretendere di scavalcare o condizionare questa libertà di pensiero si traduce in collaborazioni complicate, richieste eccessive di retribuzione e quel che è peggio post asettici dal bassisimo livello di coinvolgimento e di interattività.
Michele
mercoledì 23 luglio 2014
L'INCREDIBILE CAMPAGNA DI BRITISH AIRWAYS
Questa campagna ha qualcosa di incredibile... Siamo su livelli di complessità mai visti prima in termini di realizzazione del progetto. Non so quanto il "format" proposto sia replicabile in altri contesti ma di certo siamo davanti ad un ottimo esempio di come tecnologia e creatività insieme possono innovare il mondo dell'advertising più tradizionale.
Michele
Michele
venerdì 4 luglio 2014
COSA VUOL DIRE "INNOVARE"?
Per quelli che come me vivono una specia di adorazione pagana nei confronti di Steve Jobs non sarà difficile riconoscere il valore sociale ed economico legato all'innovazione. Il buon Steve sosteneva: "L'innovazione è ciò che distingue un leader da un follower." ed ha dimostrato con i fatti quanto questa teoria sia vera. Ma che cosa possiamo definre come reale innovazione?
Ieri ho assistito ad un interessante incontro sul tema in cui mi è stata mostrata questa definizione:
"L’innovazione è il processo attraverso cui una impresa, combinando in maniera originale idee imprenditoriali, tecnologie, forme organizzative e modelli di business, sviluppa un bene o servizio prima non esistente (almeno in quella configurazione) e tale da modificare
in maniera significativa la vita dei potenziali fruitori. (Provasi) "
Bene io credo che l'ultima frase contenga il nocciolo della questione. Per innovare davvero ci vuole coraggio, visione e bisogna saper rompere l'equlibrio prestabilito in cui si trovano i bisogni latenti dei nostri utenti target.
Alcuni esempi di brand davvero innovatori?
Apple, Microsoft, Swatch, Nintendo, Ikea, Mc Donald's, RyanAir, IngDirect, Red bull, Bialetti eccc.
@MicheleRinaldi
Ieri ho assistito ad un interessante incontro sul tema in cui mi è stata mostrata questa definizione:
"L’innovazione è il processo attraverso cui una impresa, combinando in maniera originale idee imprenditoriali, tecnologie, forme organizzative e modelli di business, sviluppa un bene o servizio prima non esistente (almeno in quella configurazione) e tale da modificare
in maniera significativa la vita dei potenziali fruitori. (Provasi) "
Bene io credo che l'ultima frase contenga il nocciolo della questione. Per innovare davvero ci vuole coraggio, visione e bisogna saper rompere l'equlibrio prestabilito in cui si trovano i bisogni latenti dei nostri utenti target.
Alcuni esempi di brand davvero innovatori?
Apple, Microsoft, Swatch, Nintendo, Ikea, Mc Donald's, RyanAir, IngDirect, Red bull, Bialetti eccc.
@MicheleRinaldi
giovedì 26 giugno 2014
IL MARKETING IN REAL TIME
L'incredibile e grottesco episodio del morso di Suarez durante l'ultima sfortunata partita della nazionale italiana di calcio porta alla ribalta una tecnica di marketing virale molto interessante: osservare da spettatori interessati un evento seguito dal proprio target ed essere pronti per sfruttare ogni minimo dettaglio al fine di creare complicità con i propri fan o potenziali follower. Dopo l'ormai mitico caso "Oreo" al Superbowl di un paio d'anni fa ecco le migliori interpretazioni del "morso" fatte dai brand.
Queste tecniche funzionano davvero? Guardate voi stessi sotto ogni post/tweet i risultati di engagement ottenuti!
Michele
Queste tecniche funzionano davvero? Guardate voi stessi sotto ogni post/tweet i risultati di engagement ottenuti!
Michele
martedì 17 giugno 2014
GRANDE CAMPAGNA SOCIALE DI VOLKSWAGEN
Siamo ad Hong Kong in una serata come tante, in un cinema come gli altri, ma solo all'apparenza. Guardate che meravigliosa idea hanno avuto in Volkswagen per comunicare l'importanza vitale di prestare attenzione alla strada durante la guida. Straoridnario!
Michele
Michele
martedì 10 giugno 2014
LO STORYTELLING DI SEAT IBIZA
Da sempre sostengo che nella comunicazione commerciale dei giorni nostri i migliori risultati si possano ottenere mixando con creatività ed intelligenza i diversi media a disposizione. Un caso molto recente e secondo me molto ben congeniato è la campagna "30 cose da fare a trentanni" ideata da Lowe Pirella per celebrare il 30° anniversario di Seat Ibiza.
30 anni sono considerati il punto di svolta della vita di ognuno di
noi, la soglia oltre la quale si deve crescere e mettere la testa a
posto. Così i 30 anni diventano anche il limite ultimo per divertirsi
davvero, con un pizzico di sana follia. Questo è il concept creativo che ha generato un media plan composto da radio, affissioni e web e che ha visto un interessante sviluppo social con un concorso che si concluderà con la realizzazione di un online video. (http://30cosedafare.it/ )
Se è vero come è vero che per avere successo le storie devono essere autentiche, credibili, apparire semplici e in accordo con ciò che pensa il target credo che questa rappresenti un ottimo esempio di come applicare la tecnica dello storytelling per guadagnare l'attenzione del target.
Michele
martedì 20 maggio 2014
CEO PERSONAL BRANDING
Da diverso tempo si parla di "Personal Branding" come condizione indispensabile per poter diventare uno stimato professionista nel proprio ambito lavorativo. Questa tendenza all'utilizzo dei social media per esprimere la propria personalità e le proprie competenze si sta allargando sempre di più fino a coinvolgere quella che notoriamente è la più alta carica aziendale: il CEO. Oggi dovremmo quindi aspettarci che tutti più grandi manager siano in prima linea nell'uso dei social media ma questa affermazione è più facile da dirsi e più difficile da farsi. Non esiste infatti una bacchetta magica da acquistare sul mercato in grado di conferire un social "allure" invidiabile e di rapida costruzione. Tuttavia esistono delle modalità di comunicazione grazie alle quali alcuni top manager internazionali hanno ottenuto grandi risultati.
La testata Mark Up ad esempio cita "Richard Branson, fondatore di Virgin Group. Branson è uno degli influencer più seguiti in rete, complice il suo saper essere personaggio. In poche parole: è brand di sé stesso e del gruppo che rappresenta."
Oppure ci porta l'esempio di: " Muhtar Kent, chairman of board di The Coca-Cola Company, che da LinkedIn raccoglie collegamenti e divulga informazioni con beneficio suo e della multinazionale di Atlanta".
Per restare in Italia invece vi ripropongo il caso Kerakoll in cui il CEO Gian Luca Sghedoni è diventato protagonista di una bellissima campagna di recruitment atta alla ricerca e valorizzazione di giovani manager di talento.
Ma cosa hanno in comune questi tre esempi? Secondo me due aspetti fondamentali: l'approccio strategico allo strumento social ed una presenza continuativa ed estremamente trasparente.
Michele
La testata Mark Up ad esempio cita "Richard Branson, fondatore di Virgin Group. Branson è uno degli influencer più seguiti in rete, complice il suo saper essere personaggio. In poche parole: è brand di sé stesso e del gruppo che rappresenta."
Oppure ci porta l'esempio di: " Muhtar Kent, chairman of board di The Coca-Cola Company, che da LinkedIn raccoglie collegamenti e divulga informazioni con beneficio suo e della multinazionale di Atlanta".
Per restare in Italia invece vi ripropongo il caso Kerakoll in cui il CEO Gian Luca Sghedoni è diventato protagonista di una bellissima campagna di recruitment atta alla ricerca e valorizzazione di giovani manager di talento.
Ma cosa hanno in comune questi tre esempi? Secondo me due aspetti fondamentali: l'approccio strategico allo strumento social ed una presenza continuativa ed estremamente trasparente.
Michele
venerdì 9 maggio 2014
FIAT ED IL NUOVO SPOT NOSTALGIA
Sarà che il mondiale brasiliano è ormai alle porte, sarà che per molti italiani sentire la voce di Bruno Pizzul fa sempre un certo effetto o forse sarà perchè quella strana coppia mi fa una gran tenerezza, ma questo spot per me è perfetto!
Anche analizzandolo in chiave marketing non posso che trovargli questi pregi:
- è perfettamente centrato sul target
- è in linea con il posizionamento del brand
- è terribilmente "pop" ed "italiano"
- si presta a numerossisime parodie che sono sicuro non tarderanno ad arrivare
Complimenti ai creativi di Leo Burnett!
Michele
Anche analizzandolo in chiave marketing non posso che trovargli questi pregi:
- è perfettamente centrato sul target
- è in linea con il posizionamento del brand
- è terribilmente "pop" ed "italiano"
- si presta a numerossisime parodie che sono sicuro non tarderanno ad arrivare
Complimenti ai creativi di Leo Burnett!
Michele
venerdì 2 maggio 2014
BARILLA INSEGNA IL MARKETING AGRO-ALIMENTARE
Barilla ha lanciato da poco tempo “guardatustesso.it”, una piattaforma digitale che integra servizi Google (Maps e Street View) e video di National Geographic Channel, e consente di entrare virtualmente in prima persona nella filiera di produzione dei sughi: dalla raccolta delle materie prime nei campi, passando per la produzione fino al prodotto finito. Si tratta del primo caso in Europa per il mondo agroalimentare in cui il consumatore potrà visionare l’intera filiera produttiva, entrando virtualmente in uno stabilimento con Google Street View.
Che dire rispetto a questa iniziativa... guardetevi il sito e ditemi se non siete invogliati a proseguire il viaggio a ritroso nella filiera. Ancora una volta dopo il "mulino che vorrei", "iPasta", "il pasta day" ecc.. la storica azienda di Parma detta legge nel marketing agro-alimentare e non solo. Chapeaux!
Michele
Che dire rispetto a questa iniziativa... guardetevi il sito e ditemi se non siete invogliati a proseguire il viaggio a ritroso nella filiera. Ancora una volta dopo il "mulino che vorrei", "iPasta", "il pasta day" ecc.. la storica azienda di Parma detta legge nel marketing agro-alimentare e non solo. Chapeaux!
Michele
martedì 15 aprile 2014
PERCHE' FACEBOOK NON BASTA PIU'
Qualche giorno fa mi è apparso su Facebook questo annuncio sponsorizzato.
Cosa c'è di strano vi domanderete. Leggete bene il contenuto. Mellin è una di quelle marche che ha capito come il futuro del social media marketing non può e non potrà più essere facebookcentrico. Ha capito che investire unicamente per cercare di costruire una brand page su questo o quel social network significa assumersi un rischio troppo elevato. Quale rischio? Quello di perdere da un giorno all'altro tutti i contatti sviluppati nel tempo! Eh si perchè i contatti che avete conquistato su Facebook, non sono dei vostri contatti reali ma sono di Facebook. Ecco perchè secondo la mia modesta opinione Mellin ha imboccato la strada giusta. La marca ha capito che Facebook non può bastare e sta lavorando per utilizzare Facebook come altoparlante di un progetto ben più ampio e strutturato, ovvero la costruzione di una community reale di consumatori affezionati alla marca. Una community i cui tassi di interazione non dipendono da alcun algoritmo viziato, in cui gli utenti non ti lasciano un semplice ed anonimo "like", ma un dato più personale come la propria email. Come sostiene il buon Gianluca Diegoli: "chi legge le tue email è il tuo vero fan". Ecco perchè, per me, oggi Facebook non basta più.
Michele
Cosa c'è di strano vi domanderete. Leggete bene il contenuto. Mellin è una di quelle marche che ha capito come il futuro del social media marketing non può e non potrà più essere facebookcentrico. Ha capito che investire unicamente per cercare di costruire una brand page su questo o quel social network significa assumersi un rischio troppo elevato. Quale rischio? Quello di perdere da un giorno all'altro tutti i contatti sviluppati nel tempo! Eh si perchè i contatti che avete conquistato su Facebook, non sono dei vostri contatti reali ma sono di Facebook. Ecco perchè secondo la mia modesta opinione Mellin ha imboccato la strada giusta. La marca ha capito che Facebook non può bastare e sta lavorando per utilizzare Facebook come altoparlante di un progetto ben più ampio e strutturato, ovvero la costruzione di una community reale di consumatori affezionati alla marca. Una community i cui tassi di interazione non dipendono da alcun algoritmo viziato, in cui gli utenti non ti lasciano un semplice ed anonimo "like", ma un dato più personale come la propria email. Come sostiene il buon Gianluca Diegoli: "chi legge le tue email è il tuo vero fan". Ecco perchè, per me, oggi Facebook non basta più.
Michele
martedì 1 aprile 2014
IL PRODOTTO CHE ARRIVA DAL FUTURO
Qualche giorno fa ho partecipato a #livingMoverio, un evento a dir poco coinvolgente dedicato alla prova dei nuovi occhiali intelligenti Epson Moverio BT- 200.
Questo prodotto venuto dal futuro sarà in vendita dal prossimo maggio ed è riuscito a trasformare la realtà aumentata in un'esperienza capace di trasformare il proprio lavoro, il tempo libero e altre attività quotidiane.
Grazie alle applicazioni che presto saranno scaricabili dal Moverio Apps Market si potranno eseguire una serie infinita di compiti e attività tra cui:
- fare manutenzione senza conoscere il prodotto da riparare
- tradurre i cartelli scritti in altre lingue
- cucinare guardando come si fa con l'aiuto dello chef
- guardare un film o giocare in qualunque luogo e in totale privacy.
Io ho trovato questo prodotto veramente pazzesco per le enormi potenzialità di penetrazione sia in ambito consumer sia in ambito business to business. Ora non resta che attendere e vedere quali aziende sapranno per prime creare delle esperienze di engagement tenendo gli occhi degli utenti incollati al proprio brand.
Michele
Questo prodotto venuto dal futuro sarà in vendita dal prossimo maggio ed è riuscito a trasformare la realtà aumentata in un'esperienza capace di trasformare il proprio lavoro, il tempo libero e altre attività quotidiane.
Grazie alle applicazioni che presto saranno scaricabili dal Moverio Apps Market si potranno eseguire una serie infinita di compiti e attività tra cui:
- fare manutenzione senza conoscere il prodotto da riparare
- tradurre i cartelli scritti in altre lingue
- cucinare guardando come si fa con l'aiuto dello chef
- guardare un film o giocare in qualunque luogo e in totale privacy.
Io ho trovato questo prodotto veramente pazzesco per le enormi potenzialità di penetrazione sia in ambito consumer sia in ambito business to business. Ora non resta che attendere e vedere quali aziende sapranno per prime creare delle esperienze di engagement tenendo gli occhi degli utenti incollati al proprio brand.
Michele
venerdì 21 marzo 2014
TEORIA E PRATICA DELL'EMAIL MARKETING
In questi giorni sto cercando di riflettere e ragionare sull'email marketing sforzandomi di capire se e come questo strumento possa rivelarsi davvero efficace. In fondo come dice Gianluca Diegoli (@gluca) nei suoi corsi DigitalUpDate: "Chi vi legge dall'email è il vostro miglior fan". Tutti gli esperti del settore concordano nel dire che non esistono "segreti" ma che per aver successo in questo campo è sufficiente creare contenuti di qualità per il nostro target e declinarli in email che le persone abbiano voglia di leggere. Hai detto niente! La questione è che per ottenere questo risultato non bastano un pò di creatività e passione per la scrittura. Gli apsetti da considerare e le variabili da inserire nel vostro piano strategico di email marketing sono molteplici e ovviamente variano in funzione del target di riferimento. Inoltre è fondamentale non trascurare il fattore "tempo", condicio sine qua non per ottenere dei risultati con questo strumento.
Per fortuna in mio e vostro soccorso è arrivato un libro, uno di quelli che se lavori nel mondo mark-com non puoi non leggere. Si chiama "Email marekting in pratica" è edito da Apogeo ed è scirtto da Alessandra Farabegoli, una certezza!
Seguendo passo passo le pagine di questo libro scoprirte che le newsletter se ben costruite funzionano davvero. Buona lettura!
Michele
Per fortuna in mio e vostro soccorso è arrivato un libro, uno di quelli che se lavori nel mondo mark-com non puoi non leggere. Si chiama "Email marekting in pratica" è edito da Apogeo ed è scirtto da Alessandra Farabegoli, una certezza!
Seguendo passo passo le pagine di questo libro scoprirte che le newsletter se ben costruite funzionano davvero. Buona lettura!
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