mercoledì 3 febbraio 2010

I 10 TREND DI CONSUMO DEL 2010

SEGNALO UN ARTICOLO MOLTO INTERESSANTE APPARSO SU NINJAMARKETING IN MERITO AI PRINCIPALI TREND DI CONSUMO DEL 2010 

Leggi tutto qui oppure l'articolo in lingua originale su Trendwatching.com

Dopo liste e classifiche sul 2009, la domanda sorge spontanea: quali saranno i principali trend di consumo nel 2010?
Risponde Trendwatching, ricordandoci che, recessione o meno, i consumatori non hanno mai smesso di premiare innovazioni di valore, pratiche, economiche, in grado di emozionarli o di coinvolgerli.
Vediamo quindi lungo quali direttrici potranno emergere nuove o rinnovate opportunità di marketing nel 2010.
Usiness as unusual – (in)solito lavoro
Per la prima volta, c’è una comprensione urgente e globale sul tema della sostenibilità che, in ogni sua declinazione, rappresenta l’unica strategia viabile verso un futuro migliore. Le aziende non devono limitarsi a riconoscere e ad accettare il concetto di corporate citizenship, ma dovranno spostare sempre più in avanti la cultura della responsabilità sociale...

Urbany – urbanismo
In poche parole, l’urbanizzazione prende gli steroidi e rappresenterà sempre più un’arena di consumo globale. Le comunità urbane “wired and wealthy”, collegate e benestanti, diventeranno gli epicentri sui quali le innovazioni impatteranno maggiormente. Di pari passo con lo sviluppo demografico, questo trend porterà all’ampliamento del numero di consumatori urbani sempre più sofisticati, esigenti ma anche pionieri, volenterosi di provare prodotti, servizi, esperienze, campagne e conversazioni più audaci...

Real time reviews – recensioni in tempo reale
Sempre più persone vogliono condividere in tempo reale tutto ciò che fanno, comprano, ascoltano, acquistano, indossano e così via. Grazie a motori di ricerca e servizi di tracking che facilitano l’individuazione ed il raggruppamento, per tema o per brand, di questi flash in tempo reale, il 2010 vedrà molti consumatori desiderosi di immergersi nel flusso in tempo reale delle esperienze dirette vissute da altri consumatori...

(F)luxury – (f)lusso
Nel 2010 la definizione di lusso avrà molto a che vedere col concetto di flusso. Cosa significa lusso oggi? La risposta è: “il lusso è ciò che tu vuoi che sia”. Dopo tutto, cosa il lusso rappresenta è strettamente collegato all’idea di scarsità e la scarsità è nell’occhio di chi guarda – soprattutto negli occhi di chi cerca disperatamente un modo per essere unico...

Mass mingling – Socializzazione di massa
Nel 2010, sempre più persone vivranno una parte della loro vita online. Queste stesse persone, tuttavia, si incontreranno, si conosceranno e si aggregheranno anche più spesso nel mondo offline. I social media e le comunicazioni mobile stanno alimentando una socializzazione di massa che sfida ogni luogo comune sulla diminuzione dell’interazione umana a causa di internet...  

Eco-easy
Da anni ormai si parla di green marketing, ma nel 2010 i seri eco-risultati si avranno solo grazie a quei prodotti e processi più sostenibili introdotti senza che i consumatori se ne accorgano e, se necessario, senza lasciare spazio per loro e per le aziende di scegliere alternative meno ecosostenibili. Questo potrà significare interventi governativi energici se non dolorosi, o rare dosi di coraggio aziendale, oppure design e creatività intelligente – se non una combinazione di queste tre cose... 

Tracking&Alerting
Contiamo sul fatto che tutto, nel 2010, sarà tracciato e “allertabile”. C’è di più da tracciare nella vita che pacchi UPS: dagli amici ai nemici, dai prezzi della benzina ai viaggi aerei, dagli autori alle pizze ed a qualsiasi menzione su sé stessi. L’opportunità nel 2010 è che i consumatori vorranno e chiederanno servizi di tracking ed alerting su ciò che a loro piace. Saranno loro stessi a chiedere informazioni rilevanti, anche concedendo permessi alle aziende per saperne sempre di più... 

Embedded generosity
Questo trend riguarda tutte quelle tattiche che rendono “indolori”, se non automatiche, le donazioni verso una buona causa; ma anche quegli schemi di donazione che coinvolgono i consumatori permettendo loro di co-donare o co-decidere con l’impresa sul destino e sull’impiego dei fondi...

Profile Myning
Nel 2010 diverrà centrale il possesso e lo sfruttamento (soprattutto economico) dei profili personali appartenenti ad un network, come Facebook e Linkedin. Ma non da parte delle aziende interessate a veicolare messaggi promozionali, bensì da parte dei legittimi proprietari e cioè i consumatori (ecco il perché della “y” in mining). I profili personali nel proprio network riflettono il personal brand di ognuno di noi...

Maturialism – materialismo maturo
Il mercato, sovraesposto a contenuti di ogni genere grazie all’universo online “anything goes”, può affrontare prodotti più strani, innovazioni più audaci, comunicazioni più rischiose e gusti più esotici rispetto al passato. In breve, i target nelle società mature di consumo non sopportano più di essere trattati come i consumatori disinformati, prudenti ed inesperti di una volta

martedì 2 febbraio 2010

POVERI CARTELLONI PUBBLICITARI


Cartelloni pubblicitari come segnali deboli della crisi 
Non sono passati nemmeno due anni dalla pubblicazione della mia tassonomia dei cartelloni pubblicitari (soprattutto extraurbani) che il paesaggio è molto cambiato e, secondo me, rispecchia inconsciamente anche il mood del mondo dell'agenzia di pubblicità in generale. Se girate per le strade statali italiane, incontrerete infatti un cimitero di cartelli disabitati, ma tutt'ora di proprietà di agenzie, che sembrano reagire in modo diverso alla depressione.
Il cartellone negazionista: di solito compare un grosso indice puntato, come quello di I want you nel famoso cartello dell'esercito americano, con una frase che dovrebbe essere una call to action "Chiama ora, può essere tuo! Non fartelo sfuggire, potresti pentirtene!" Eh, sì, certo, come no.
Il cartellone imbiancato: un po' triste, sotto traspare ancora il vecchio sponsor, a cui è stato sovrapposto in modo frettoloso uno strato di vernice o un foglio semi trasparente. "Potevi lasciarmi vivere, finché non trovavi un altro inserzionista, bastardo"  - sembra dire ai passanti.
Il cartellone minimalista: contiene di solito solo il numero di telefono. "Chiamaci dai, mi sento solo, sai mai che costo meno di quello che pensi" sembra comunicare.
Il cartellone impegnato: è quello in eterno allestimento. "Aspetta solo qualche giorno e tornerò tra voi". Eh, sì...
Il cartellone ghost: è il mio preferito. E' costituito di solito da un solo traliccio alzato verso il cielo, oppure solo da un palo metallico, oppure - bellissimo - da una cornice vuota. E' il segnale metaforico della resa, del paesaggio che viene restituito, del campo visivo finalmente e di nuovo non occupato abusivamente da qualcuno che nemmeno paga il passante, ma qualcun altro (il contadino possessore del terreno a lato).
Se l'agenzia fosse veramente creativa, proporrebbe questi scheletri vuoti agli enti del turismo come guerriglia "Oggi pubblicizziamo il vostro territorio, che forse non conoscete, o non vi siete mai fermati a osservare".
Poi qualcuno dice che i cartelloni saranno l'ultimo avamposto pubblicitario a resistere alla marea dei social network: ma se devo essere sincero, ho qualche dubbio.