mercoledì 10 febbraio 2010

PEPSI: DAL SUPER BOWL AI SOCIAL NETWORK

Vi segnalo la nuova strategia marketing di PEPSI che dopo 20 anni di milionarie sponsorizzazione del Super Bowl ha deciso di rinunciare alla più grande vetrina televisiva americana e spostare il budget su un progetto di comunicazione sociale veicolato mediante i social network.... credo questo esempio sia icona delle tendenze markettare del momento...
Buona lettura...

Give Pepsi some credit. In addition to its efforts to offer consumers healthier options, the beverage behemoth also plans to forgo the Super Bowl to work on expanding into new media. This will be the first time in 23 years that Pepsi will not air an advertisement during the Super Bowl. That’s a big deal, both culturally and financially.
Instead of advertising during the Super Bowl, Pepsi is focusing its energy and money on its online presence where the brand believes a younger and accessible demographic is spending its time. The Pepsi Refresh Project will feature social-networking campaigns that leverage the participate/contribute-and-vote-online model that many brands have used in the past to encourage consumers to engage with their products via the Internet.
Pepsi is looking to appeal to the consumer’s more compassionate side by offering grants "to those presenting the best ideas to improve the communities we call home and, perhaps, transform the society we call America.” The $20 million digital-based project will highlight a new website and Facebook presence – because isn't that where all the kids are these days? And their parents for that matter?
Ralph Santana, VP of marketing for PepsiCo North America, felt strongly about the new strategy: “We’re living in a new age with consumers. They are looking for more of a two-way dialogue, storytelling and word of mouth. Mediums like the digital space are much more conducive towards that.”
The big winner is this development, however, is Facebook. Major brands such as Budweiser and Coca-Cola are increasingly investing advertising dollars and building their marketing strategies around the popular social platform. Facebook allows corporations to contact consumers directly with the creation of brand-centric pages and themed applications.
And now, Pepsi will skip commercials during the Super Bowl in favor of a more contemporary and personal form of advertising.
If it is successful, look for big changes in how brands invest in Super Bowl commercials in the future.

lunedì 8 febbraio 2010

LA CRISI E L'IMMAGINE AZIENDALE

Quando l'azienda non si riconosce più allo specchio..
 
Facendo tesoro dei molteplici incontri avvenuti con imprese operanti in diversi settori sono giunto ad una riflessione che desidero condividere: durante questi periodi di crisi molte aziende hanno finalmente capito che è giunto il momento di “rifarsi il look”.  La crisi fortunatamente non porta solamente danni economici ma offre alle realtà aziendali l’opportunità di riflettere con onestà intellettuale sui propri errori. Così, superati gli sbandamenti iniziali, molti manager ed imprenditori hanno preso per mano la propria azienda, l’hanno trascinata davanti allo specchio e “sorpresa”… hanno trovato diverse incongruenze tra l’identità faticosamente costruita nel tempo e l’ immagine riflessa nello specchio.  A questo punto hanno iniziato a far trapelare i primi segnali di insicurezza ponendo a clienti, collaboratori e partner domande del tipo: “ mi trovi ingrassata?”, alla ricerca di dolorose conferme alle loro sensazioni. Infine hanno maturato un’ amara consapevolezza, quella di aver trascurato per troppo tempo il proprio aspetto esteriore, perdendo di vista l’immagine trasmessa al mercato, in nome di plus competitivi cercati e creati con un  notevole dispiego di tempo e risorse ma rimasti imprigionati tra le mura di un ufficio o di unità produttive.
I famosi alibi “il mercato non premia la qualità dei miei prodotti”, “ai miei clienti interessa solo il prezzo”, “i concorrenti hanno una qualità percepita superiore a quella erogata”.. diventano improvvisamente dei pilastri a cui aggrapparsi per spiccare un nuovo salto, ago e filo con cui cucirsi addosso un nuovo vestito. 
Ecco perché, chi come me lavora nel mondo della comunicazione, avrà certamente notato un leggero risveglio commerciale basato su due fondamentali richieste: attualizzare la brand image rendendola più fedele alla reale identità dell’azienda e cercare nuove forme di dialogo con i clienti basate su una trasmissione più costante di informazioni ed una maggiore predisposizione al confronto. 
Michele Rinaldi