lunedì 5 dicembre 2011

COME IMPOSTARE UNA STRATEGIA DI SOCIAL MEDIA MARKETING

Molte aziende si sono chieste o si chiederanno come utilizzare i social media nel modo più corretto ed efficace possibile. Purtroppo credo che nessun consulente/agenzia che abbia approfondito questi temi sia in possesso di una bacchetta magica che consenta all'azienda di trasformare in oro ogni azione "social" sviluppata, ne tantomeno esiste una bibliografia estremamente precisa sull'argomento. 
Tuttavia l'esperienza sul campo mi ha portato ad inviduare alcune domande chiave che possono aiutare un'azienda nello sviluppo di una strategia di comunicazione che utilizzi i social media come strumento principale e/o ad integrazione dei media classici.

Quali obiettivi voglio raggiungere?
Ricordiamoci che i social media (lo dice la parola stessa) sono dei mezzi e non sono il fine della nostra strategia. Dunque è fondamentale capire cosa mi aspetto da questi mezzi e quale obiettivo di marketing mi prefiggo di raggiungere sfruttandone le potenzialità.


Quali utenti desidero coinvolgere nelle conversazioni?
E' importante capire come il mio target offline si comporta online attraverso un'analisi delle conversazioni esistenti attorno alla categoria merceologica ed ai momenti di consumo affini ai miei prodotti. 


Quali topics ricorrono attorno alla mia attività/mercato/settore?
Sempre analizzando attentamente la Rete è possibile classificare i temi maggiormente discussi e/o ritenuti interessanti dagli utenti target. Questo ci consentirà di scegliere se approfondire ulteriormente i topics presenti o se inserirne di nuovi. 


Esistono già community attorno al mio mondo?
Prima di dare vita al processo creativo che definirà la vostra strategia di azione sui social media ed i conseguenti contenuti da veicolare è ovviamente importante analizzare quali luoghi di informazione e discussione la Rete sta già offrendo ai nostri utenti target.


Quali contenuti, affini al brand, posso utilizzare per attirare l'attenzione?
Molti prodotti di largo consumo possiedono un background sociale e di consumo che ci consente di spaziare su diversi contenuti tematici senza perdere comunque di vista brand e posizionamento.
A volte una presenza più umile e marginale del brand paga molto di più che un'attività di pushing estremo.



Quante risorse posso dedicare alla gestione della mia presenza online?
Nei social media il fattore "tempo" è determinante.  Iniziare una qualsiasi attività e non avere poi tempo e/o soldi per portarla avanti è molto più deleterio che starsene immobili senza far niente. Quando pensiamo ad una strategia cerchiamo sempre di verificarla attraverso uno studio di fattibilità in termini di numero ore e persone che dovranno essere coinvolte per portarla avanti.


Michele





giovedì 1 dicembre 2011

UNA COMUNICAZIONE CORRETTA RENDE CREDIBILI

Il titolo di questo post è una delle frasi che più mi hanno colpito nell'' intervista realizzata dalla testata manageriale Platinum a Patrizia Rutigliano (Presidente Ferpi).
Ve ne riporto alcuni estratti perchè troppe volte ci si concentra sui mezzi e le loro potenzialità ponendo poca attenzione sullo stile e sui codici comunicativi che meglio ci garantiscono un'attività di branding efficace. 
Michele
 


"Mettersi in gioco” è il principio su cui deve basarsi la buona comunicazione, cui aggiungerei “esporsi in prima persona”, per incrementare la fiducia del mercato e la reputazione. In tempi come questi, dove le certezze messe in discussione sono molte, sono gli stakeholder ad aspettarsi di ricevere notizie. E chi comunica deve saper intercettare le esigenze prima che diventino richieste.
Per contro, non esageriamo gettando in pasto al mercato informazioni eccessivamente ottimistiche che rischiano di essere smentite da accadimenti non sempre prevedibili. Laddove si generano aspettative senza solide basi, il tonfo, non solo in termini d’immagine ma anche e soprattutto di performance, è ben più pesante.
La trasparenza non è un atout distintivo né possiamo essere trasparenti a intermittenza, e comunicare solo quando ci interessa per poi chiuderci a riccio quando il vento non gira a favore. Non c’è spazio per sfumature (...)
Certo espone anche ai rischi che tutti più o meno conosciamo, ma i vantaggi sono sicuramente maggiori rispetto a una scelta poco accurata."

LEGGI TUTTO QUI