venerdì 29 gennaio 2010

LA FIERA NON FINISCE CON LA FIERA


Fonte: Automamarketing 
Siamo andati, abbiamo allestito al meglio, incontrato persone, distribuito sorrisi e cataloghi, fatto discorsi, magari accordi e (si spera) vendite. Ora è tempo di ritornare, in senso fisico ma soprattutto in senso ROI. E’ tempo di capitalizzare quanto fatto, giustificando l’investimento.
Il POST-EVENTO è tanto importante quanto il PRE; forse ancor di più. Ecco una serie di iniziative per questa fase.
ORGANIZZARE  I CONTATTI
Ci sono differenti mezzi per collezionare i contatti, più o meno validi, più o meno tecnologici: dall’inserimento dei dati direttamente in gestionale al vecchio caro raccoglitore di moduli cartacei. In ogni caso ciò che conta è come e soprattutto quando li andremo ad organizzare.
Immediatamente!
Se sono automaticamente collocati nel momento dell’inserimento siamo a posto, altrimenti deve essere la prima cosa da fare appena una volta rientrati.
NEWS SITOAllo stesso tempo inseriamo una nota di ringraziamento all’interno dell’area eventi, nel sito. Una bella immagine dell’area espositiva e poche parole, un breve resoconto e ringraziamento per la visita e l’interesse mostrato. I punti relativi alle parole chiave sottolineati nel post precedente sono replicabili  in pieno.
E-MAIL MARKETINGDividiamo tra contatti molto interessanti e contatti poco interessanti (sulla carta) e/o superficiali. I primi seguono la strada commerciale in senso stretto, vanno cioè nelle mani dei venditori che approfondiranno le loro cose; i secondi prendono un’altra strada.
Lasciamo passare al massimo un paio di settimane durante le quali prepariamo al meglio unacampagna di e-mail marketing. Come nella campagna pre-evento, l’email deve essere gradevole ma soprattutto efficace, con all’interno:
- Immagini dell’evento, per richiamare immediatamente l’incontro
- Immagini di prodotti
- Link alle sezioni del sito dedicate ai prodotti
- Ringraziamento per l’incontro
- CALL TO ACTION, cioè letteralmente un invito all’azione, a contattarci, oppure a saperne di più di un prodotto
TELEMARKETING
Poco 
celebrato da chi lo programma, spesso mal sopportato da chi lo riceve e quasi sempre odiatoda chi lo fa fisicamente. In questo caso, però, necessario: il contatto c’è stato, un interesse per la nostra azienda anche, indipendentemente dal genere e dalla profondità.
Ovviamente niente Telemarketing per chi ha cliccato e ha fatto l’agognata “action” nella precedente e-mail, altrimenti la telefonata è doverosa, per cercare di capire cosa, come, perché.
Sono passati pochi giorni dall’attività precedente, se la potenzialità è buona dobbiamo svilupparla, altrimenti avremo speso qualche minuto e qualche centesimo.
WEBINARIl webinar (semplificando, una presentazione via web) può venire in aiuto soprattutto in casi di prodotti tecnici, complessi, da conoscere e spiegare.
Un meeting online programmato con anticipo, ricordato poco prima dell’inizio e sviluppato con una buona piattaforma dedicata (GoTOMeeting, Gotowebinar tra le tante) può ridestare l’interesse di molti sul prodotto o servizio.
SOCIAL MEDIACosì come nel pre-evento, anche ora il Social ci può aiutare. Inseriamo attività e riflessioni in ogni tool che utilizziamo: gli inbound link sono assicurati, se otterremo molto di più, beh, tanto di guadagnato.

giovedì 28 gennaio 2010

LA PRIMA COMMUNITY "MADE IN ITALY" DEL MARKETING NON CONVENZIONALE


Meemi NC è un esperimento voluto da NonConvenzionale e Meemi per la realizzazione di una innovativa community 2.0 che unisce il social networking ed il microblogging in un unico strumento, generando un flusso costante di informazioni, chiamato lifestream, collezionando e condividendo in modo semplice e veloce con gli amici, dei micro contenuti, i memi, in ogni momento e da ogni parte del mondo.
meemiNChome
Il modo più semplice per condividere e collezionare i tuoi testi, le tue citazioni, le tue immagini, i tuoi linkpreferiti, organizzare i tuoi eventi con i tuoi amici oppure collezionare i tuoi video preferiti.
Conoscere nuovi amici, seguire la loro presenza nel “rumore di fondo” di ogni giorno, scoprendo i loro gusti e la loro personalità attraverso le loro condivisioni.
Creare un account è totalmente gratis, semplice e veloce.

mercoledì 27 gennaio 2010

80 VOGLIA DI MARKETING

Ricominciano gli appuntamenti del tour “80 voglia di Marketing”, realizzati da Connecting-Managers® per farti conoscere nuove realtà aziendali, trovare nuovi stimoli professionali e presentare la tua attività agli ospiti. Un incontro esclusivamente professionale, ma in un clima informale e piacevole.
Connecting-Managers® è un Network Relazionale che serve a creare interazioni e scambi fra i professionisti dell’area Marketing & Communication per far nascere proficue collaborazioni reciproche e diffondere la cultura del Marketing e della Comunicazione attraverso eventi, manifestazioni, fiere e servendosi anche delle tecnologie e le opportunità offerte dalla Rete Internet.
In pratica è uno strumento per creare relazioni fra gli esperti del settore e fare networking, una Community di aziende e professionisti del Marketing e della Comunicazione.
Il prossimo evento si terrà il 2 Febbraio 2010 alle ore 18.30 a Verona presso il Ristorante “Al Cristo”, realizzato in un palazzo del XVI° secolo, che oltre ad una rinomata cucina, vanta anche una prestigiosa cantina, all’interno della quale si aprono le suggestive sale dove si svolgerà l’incontro.
Tra i tanti ospiti sarà presente anche Innovation Marketing vincitrice nel 2009 del Premio Nazionale per l’Innovazione nei Servizi di Confcommercio, con il progetto Personal Digital VIP, che da sempre crede a questi momenti di interazione tra aziende.
La partecipazione all’evento è completamente gratuita.
Per avere maggiori informazioni su questo evento e su come partecipare cliccare qui.
Per informazioni sui prossimi eventi del tour “80 voglia di marketing” visitare il sito www.connecting-managers.com

domenica 24 gennaio 2010

INDAGINE SULLA DIFFUSIONE DEI MEDIA DIGITALI NELLE AZIENDE




Milano, 14 Gennaio 2010 –  La diffusione di nuovi media digitali e degli ambienti del web 2.0 ha dato il via a un processo di trasformazione globale nell’ambito delle Media Relations che sta cambiando l’approccio alla comunicazione delle principali aziende italiane e internazionali, nonché di tutti coloro che lavorano in questo settore. Oggi i responsabili marketing e PR si confrontano con molteplici canali di comunicazione su Internet, come Social Network, blog, forum, chat, YouTube, che permettono di comunicare in modo innovativo e danno voce alle opinioni dei consumatori le quali, a loro volta, contribuiscono a formare la web reputation.
A livello internazionale social network, Internet e new media sono ormai una realtà consolidata e la maggior parte delle aziende adotta il nuovo approccio alla comunicazione di tipo partecipativo, dove ai contenuti tradizionali si sovrappongono quelli creati, condivisi e diffusi dagli stessi utenti.
Ma cosa succede nel mercato italiano? Sound PR, agenzia di Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata, ha condotto un’indagine relativa alla diffusione e all’effettivo utilizzo dei nuovi media digitali e degli strumenti del web 2.0 nella comunicazione, intervistando i responsabili marketing e PR di aziende italiane e internazionali che operano in Italia.
Dall’indagine emerge che i mezzi di comunicazione tradizionali (radio, tv e carta stampata), che fino ad ora sono stati contenitori e veicoli privilegiati di informazione, non sono più percepiti come i soli mezzi a diffondere contenuti. Le nuove forme di media stanno impostando nuovi modi per vivere le notizie. I tempi di fruizione delle informazioni si sono notevolmente abbreviati e i media tradizionali sono diventati troppo statici rispetto all’interattività delle più moderne applicazioni del web 2.0. Il 90% dei responsabili marketing che hanno partecipato all’indagine ritiene che nei prossimi 5 anni i media tradizionali continueranno a sopravvivere anche se con grandi difficoltà e sempre più affiancati dai media digitali.


giovedì 21 gennaio 2010

PRIMA I BISOGNI E POI IL BUSINESS ONLINE



Nel mare delle possibilità dei business online non sempre è facile orientarsi e spesso si investono tempo e soldi creando siti, portali, ecommerce, blog senza sapere se davvero c’è qualcuno interessato al prodotto offerto.

Sono tantissimi gli imprenditori, così innamorati del loro prodotto/servizio, che sono convinti che tutte le persone dovrebbero acquistare da loro. Purtroppo pochi si chiedono se a qualcuno potrebbe interessare e ancor meno trovano risposte razionali.

Analizzare innanzitutto i bisogni relativi al proprio prodotto è fondamentale e nel marketing tradizionale questo processo è molto costoso, per il web marketing, invece, che Dio benedica internet, i costi si abbassano tantissimo.

Spiegare in maniera esaustiva come fare un’accurata analisi dei bisogni non è fattibile in questo post. Ma posso elencare quali sono le domande principali che ogni imprenditore che inizia un’attività online dovrebbe porsi e a cui dovrebbe trovare le risposte più obiettive possibili:

   1. Qual è il mio target di riferimento?
   2. Quali sono le abitudini web del mio target di riferimento?
   3. Cosa pensa il mio target dei prodotti/servizi simili a quelli che offro io?
   4. Dove li acquista? Come li acquista?
   5. Quali sono le caratteristiche peculiari che vengono cercate soprattutto nel prodotto/servizio in questione?
   6. Quali bisogni soddisfano questi prodotti?
   7. Perchè è molto importante possedere questi prodotti ( dal punto di vista del cliente )?
   8. Questi prodotti seguono qualche moda o qualche linea di pensiero ben definita? Il mio target è affascinato da quella moda?
   9. Sul web questi prodotti vengono cercati? Come e dove?
  10. Perchè vengono cercati, quali emozioni provocano nel momento in cui vengono cercati?
  11. Cosa spinge un utente a cercare questi prodotti?

Queste sono le domande più importanti da porsi per capire quali sono i bisogni da far soddisfare attraverso il prodotto che vogliamo vendere. Per trovere le giuste risposte non è sufficiente, quasi mai, solamente l’intelligenza e l’esperienza dell’imprenditore, ma sono necessarie analisi più specifiche, utilizzando software e strategie di Web Marketing. Se l’imprenditore trova le risposte da solo, quelle risposte possono essere considerate solamente impressioni; se, invece, trova le risposte attraverso sistemi di web maerketing testati che portano informazioni numeriche allora quelle risposte vanno prese in considerazione.

Io penso che, dopo 7 anni che mi occupo di comunicazione, marketing e web marketing, è inutile e dannoso aprire un business e creare messaggi pubbicitari senza prima aver capito davvero quali sono i bisogni del target di riferimento.

Senza capire se c’è mercato per il prodotto/servizio in esame e qual è il mercato di riferimento, non conviene rischiare e buttere soldi .

Prima i bisogni e poi il business online.


lunedì 18 gennaio 2010

TOP TEN DEI MARKETING MOMENTS 2009


MOLTO MOLTO INTERESSANTE QUESTO LAVORO DEI NINJA 
Ad ogni nuovo inizio è bene guardarsi indietro, fare un bilancio del positivo e trarne insegnamento per il futuro. Chi ha scritto le migliori pagine del marketing nel 2009?
La testata online Marketing Magazine ha stilato una top ten dei “marketing moments” più rilevanti per lo scenario britannico: dalla campagna per il 25° anniversario di Virgin Atlantic alla legislazione sul product placement in tv.
Il Los Angeles Times ha invece elencato i dieci eventi nei quali i social media hanno giocato un ruolo principale: in primis, il ruolo del sito TMZ nei primi attimi dopo la morte di Michael Jackson, il lancio di Google Wave e la diffusione su Twitter delle proteste in Iran.
E se provassimo anche noi ad immaginare, senza pretesa di esaustività, una classifica dei marketing moments che hanno segnato il 2009 all’insegna della non convenzionalità? Ecco le campagne, i prodotti e i brand che nel giro di un anno sono diventati case histories, accompagnati dagli eventi e dai trend che hanno polarizzato i dibattiti sul marketing non convenzionale: LEGGILE QUI! 

mercoledì 13 gennaio 2010

ESSERE MARCA NEI MERCATI BtoB


Partiamo da una rivelazione: ingegneri, architetti, grossisti, rivenditori, responsabili acquisti ecc.. sono delle persone. Si, si, avete capito bene, sono persone e come tali, sono sensibili agli stimoli dati da una corretta ed efficace strategia di comunicazione. E’ evidente che a seconda del target di riferimento cambieranno gli stili, i mezzi di comunicazione, i budget… ma saper costruire valore aggiunto attorno al proprio brand fa quasi sempre la differenza.
Il problema è che molte imprese non colgono questo aspetto e così accade che: aziende riconosciute dal consumatore come sinonimo di qualità si perdono in battaglie  di prezzi e sconti quando l’interlocutore diventa “il trade”; aziende che dispongono di una struttura tecnica e produttiva da cinque stelle si ritrovano invece con un’immagine percepita da ostello della gioventù, soffrendo così oltremodo le più becere concorrenze di prezzo.
Io ritengo che non sia necessario investire milioni di Euro in comunicazione, specialmente in mercati BtoB, ma credo che sia imprescindibile costruire un discorso di marca lavorando step by step  tenendo l’obiettivo da raggiungere sempre davanti ai nostri occhi.
Per prima cosa bisogna chiedersi sempre: perché devono scegliermi? Come voglio essere ricordato? 
Successivamente è necessario trasferire questi concetti/valori in tutto ciò che rappresenta un’azienda all’esterno (materiali di comunicazione, prodotti,venditori, collaboratori…).  
In terza battuta bisogna sviluppare una forte capacità di ascolto, saper valutare le mosse dei concorrenti ed essere pronti a scegliere il territorio di comunicazione più efficace per ribadire i propri valori o correggere eventuali percezioni distorte. 
In fondo non è poi così difficile, maybe!
Michele Rinaldi 

martedì 12 gennaio 2010

IL RE-BRANDING IN TRE PUNTI...

DI SEGUITO UNA SPIEGAZIONE MOLTO CHIARA ED EFFICACE SUL "DA DOVE PARTIRE" QUANDO CI VIENE CHIESTO DI RI-POSIZIONARE UN BRAND.

VI CONSIGLIO DI SEGNARVI QUESTI APPUNTI.. SONO L'ABC DI QUALSIASI PIANO STRATEGICO!


1. Cosa pensano del tuo brand
 
Il brand è ciò che pensa la gente della tua impresa. Sempre di più il processo di affermazione dei valori di un brand avviene mediante il mondo del passaparola. Il web 2.0, i social media stanno mostruosamente amplificando questo fenomeno.
 
Una marca è sempre di più l'opinione dei suoi clienti più che il messaggio unidirezionale dell'azienda. Una marca è ciò che si è fissato nella testa della gente. Questa è la vera eredità da cui bisogna partire nell'apportare ogni cambiamento; posto che essa sia positiva, è l'asset a cui non si può rinunziare senza opportune riflessioni.
 
2. Cosa può offrire il tuo brand
 
Chi sei ovvero un brand non può che essere ciò che è. Today, Tomorrow, Toyota lo dici se in effetti fai una macchina ibrida e se il modello successivo lo presenti con i pannelli fotovoltaici.
 
Il mercato è sempre di più consapevole, l'informazione circola tra i consumatori, il mercato è conversazione e quindi affermazione della verità. Se scegli una traiettoria di rebranding la devi supportare con i fatti. Ho visto aziende puntare sul servizio e poi avere un call-center con operatrici che a mala pena trattavano la telefonata.
 
3. Dove vuole andare il tuo brand
 
Guarda come si muove la tua concorrenza e differenziati, comprendi spazi inascoltati della domanda, ritagliati un posizionamento quindi disegna la traiettoria ideale del tuo brand. Rebrandizzare è ragionare anche in termini relativi, dare ad una marca un senso nel contesto di mercato.
 
Insomma cerca il tuo ideale sapendo che non puoi prescindere da ciò che sei e pensano di te.

Dott.Dario Ferrigato
Consulente in marketing strategico