lunedì 2 settembre 2013

E-COMMERCE CERCA PUNTI VENDITA...

No non è una bufala, ne tanto meno un'alterazione della realtà. Secondo quanto pubblicato su Mark Up sembra che: 

"molti e-tailer stiano iniziando a puntare sugli store fisici alla ricerca di un contatto più intenso con i propri consumatori"(...) Lo sa bene Warby Parker, e-tailer di eyewear, che ha inaugurato nel quartiere di SoHo a New York il suo primo negozio permanente nel quale i clienti possono provare le diverse montature e acquistarle online direttamente nello store.


Il punto di vendita newyorkese non è, però, solo un negozio al dettaglio bensì un luogo per studiare, attraverso sensori, wi-fi e tecnologie ad hoc, come le persone si muovono nello spazio e interagiscono con i prodotti. La raccolta di questi dati aiuterà Warby Parker a comprendere meglio il profilo dei propri clienti e a modificare il suo approccio online." (...) 
 (Fonte: http://www.mark-up.it/articoli/0,1254,41_ART_7002,00.html)

Come interpreatare questa situazione? Sarà un caso isolato o semplicemente l'inizio di una nuova vita per lo shopping tradizionale? 
Io sono da sempre convinto che le dinamiche online rispecchino fedelmente le pratiche sociali presenti da sempre all'interno di una società e sono pronto a scommettere che prima o poi non sarà nemmeno più necessario parlare distintamente di online e offline se non come due lati della stessa medaglia. 

Michele




mercoledì 28 agosto 2013

LA CONOSCENZA COME PROPRIETA' DELLA RETE

In questi giorni sto leggendo un libro molto interessante: "La stanza intelligente - la conoscenza come proprietà della rete" di D.Weinberger. 


Di seguito alcuni concetti importanti espressi dall'autore che credo siano estremamente condivisibili. 

"- Oggi il sapere non risiede solo nelle biblioteche, nei musei, nelle riviste accademiche; non risiede solo nel cranio degli individui: le teste e le istituzioni semplicemente non sono abbastanza grandi per contenere il sapere. La conoscenza è oggi proprietà della rete, e la rete abbraccia imprese, i governi, i media, i musei e tutte le menti che comunicano tra loro.  (...)

 - Quando la conoscenza entra a far parte di una rete, la persona più intelligente della stanza non è la persona che tiene la lezione davanti a noi ma la stanza stessa: la rete che unisce le persone e idee presenti e le collega con quelle all'esterno.  (...)

- Il nostro compito è imparare a costruire stanze intelligenti , cioè imparare a costruire reti che rendano noi più intelligenti; soprattutto perchè se fatte male, le reti possono renderci pià stupidi.  (...)

- La conoscenza messa in rete è meno certa ma più umana, meno definita ma più trasparente, meno logica ma più ricca. (...)

- la rete, intesa come un posto che collega tantissime persone  che sono diverse l'una dall'altra, non si limita a trovare le competenze, le genera. (...)"

Michele